#Soddisfazioni

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Gli ultimi mesi sono stati intensi. Noi di The Health Salad ce l’abbiamo messa tutta, ci siamo impegnate fino infondo e oggi, l’ultima soddisfazione.

L’esame di Social media management è andato alla grande e ringraziamo ogni singola persona che ci ha aiutato e supportato durante tutto questo periodo!

L’esperimento è riuscito alla grande, con tante difficoltà, ma abbiamo capito che il mettersi in gioco è quel valore aggiunto che dà una marcia in più al proprio percorso.

Grazie a tutti!

The health salad.

 

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Viaggiare in Brasile per i Mondiali si può! Ma a modo mio!

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Ciao ragazzi/e! Eccomi qua con il nostro appuntamento salutistico. Ancora una volta per parlarvi di Mondiali. E che volete, il tema mi prende, ma questa volta da un altro punto di vista.

Stasera, partita decisiva per i nostri Azzurri: l’Uruguay è una bella squadra e se ci comportiamo come nella partita scorsa, con il Costa Rica, ossia senza movimento, fermi a guardare che la palla ci arrivi addosso (sì, sono amareggiata), facciamo la fine dell’Inghilterra, tagliata fuori. Fa bene Prandelli ad incoraggiare la sua squadra. E’ ora che si muova.

partita italia

Nell’ attesa che inizi, solitamente, mangio pop corn, cercando di non fare la fine di Homer Simpson nella foto postata nell’ articolo di ieri dalla nostra Chiara (http://thehealthsalad.altervista.org/?p=587). Mi diletto anche a guardare il pre-partita, centinaia di italiani con la nostra maglia azzurra a sventolare il tricolore, con le facce tutte truccate, come Rita ci ha ricordato nella sezione “bellezza” (http://thehealthsalad.altervista.org/?p=540).

Insomma, ore di aereo, caldo allucinante, viaggi, spese…Ma tanto divertimento e voglia di tifare la nostra squadra. E perché no, godersi le bellezze del Brasile. Insomma, un dolce connubio: passione sportiva e turismo. Un paese povero che proprio grazie ai Mondiali potrebbe avere un punto di svolta. Ma questa è un’altra storia.

malattie brasil

Proprio perché aumentano davvero smisuratamente gli italiani in viaggio per i Mondiali in Brasile (per la gioia dei tour operator), soprattutto per queste partite di Costa Rica e Uruguay, voglio illustrarvi un argomento tanto discusso ultimamente: il rischio di malattie che s’ incorre proprio in Brasile e di alcune precauzioni a cui i nostri cari turisti dovrebbero fare riferimento.

Si parla di malattie infettive e intossicazioni alimentari, addirittura di Tifo e Febbre Gialla. A metterci in guardia è il Centro per il Controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (cdc), perché eventi come questi causano veri e propri “focolai infettivi”.

Oltre le piccole, ma giuste precauzioni da prendere prima di ogni partenza, come io stessa ho ricordato tempo fa nell’ articolo “Sì, viaggiare” http://thehealthsalad.altervista.org/?p=407 , qui bisogna intensificarle!!

E’ utile fare vaccinazioni, anche le più comuni, ma per quelle malattie per cui il vaccino non esiste, per esempio la malaria, il consiglio è usare un forte spray repellente per insetti, perché proprio quest’ultimi sono il veicolo di malattie e parassiti.

malattie zanzara

Attenzione anche al CIBO, causa di germi e batteri, quindi essere sicuri della provenienza e della cottura. Le verdure devono essere lavate bene, cotte, sbucciate, mai crude; evitare alimenti contaminati e non rischiare qualsiasi via di trasmissione, specie quella sessuale. Logicamente i rischi aumentano se ci si sposta nelle zone più isolate del Paese. Io vi consiglio di restare al centro e nelle grandi città. Non dimenticate di bere molta acqua e proteggervi da sole!

MALATTIE CIBO

Insomma, questa è la mia pillola di precauzione medica, in quanto attenta salutista, per chi è in viaggio a sostenere l’Italia e a concedersi una vacanza. Si tratta di un paese tropicale e per questo prevenire è meglio che curare!

Io, per “non sapere ne’ legge e ne’ scrive” come dice mia nonna, resto a casa mia a gustarmi la partita, con i quei pop corn tra le mani e tingendomi la faccia di blu, ma senza spray repellenti! Mentre voi, miei cari connazionali o turisti in generale, fate il tifo, urlate a squarciagola e divertitevi, ma non dimenticate di spruzzarvi medicinale qua e là!

E stasera, “Forza Azzurriiiii!!”

MALATTIE FORZA AZZURRI

A cura di Emanuela Lombardi

FONTI

http://www.intelligonews.it/i-mondiali-in-brasile-mettono-a-rischio-la-salute-dei-tifosi/

http://www.bussolasanita.it/schede.cfm?id=765&Mondiali_di_calcio_Brasile_2014_facciamo_il_tifo_anche_per_la_salute

http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/le-storie/2014/05/19/news/effetto_mondiali_sul_turismo_gli_italiani_tornano_in_brasile-86564842/

 

 

 

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Le 5 fasi della dolorosa abbuffata

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Totalmente ispirata dalla lezione tenutasi, un pò di tempo fa, da Alessio Jacona alla Sapienza e dal successivo articolo della nostra Emanuela  sulle 5 fasi del dolore (post shopping), ho deciso di scriverne uno anche io.
Dopo aver viaggiato tra sapori libidinosi e cibi mangiati praticamente con gli occhi, oggi vi voglio raccontare di quando questi cibi vengono mangiati con…la bocca. Sì, sto parlando dello sgarro, del dolcetto che quando siete a dieta vi DOVETE concedere! Facile a dire: uno sgarro a settimana se contenuto non può far altro che bene! Ma quando mai è contenuto? Quando riusciamo a mangiare solo quei 30 gr di cioccolata e basta? Beh, io non ci riesco. Inizio con 30 gr di cioccolata e finisco con il mangiarne 3 Kg.

http://popdialectic.com

popdialectic.com

E allora ecco le mie 5 fasi del dolore:

  • Fase 1

Il Diniego: siete davanti alla credenza, prendete un pacco di biscotti con gocce di cioccolato e vi dite: <<ma sì solo un piccolo biscottino che mi farà mai, sono stata brava tutta la settimana>>.

Aprite il pacco e vi ripetete per 50 volte la frase “solo uno mi raccomando”.

econote.it

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  • Fase 2

La rabbia: siete arrivate al decimo biscotto ingurgitato: c’è quello con più o meno gocce di cioccolato e ognuno ha un gusto totalmente nuovo. No, non riuscite a smettere, e mentre mangiate siete arrabbiate perché non avete saputo far fede alla promessa iniziale; ma soprattutto siete arrabbiate con la persona che ha comprato quei maledetti biscotti: mamma, ragazzo, marito non importa chi, ma ce l’avete a morte con lei/lui.

it.gde-fon.com

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  • Fase 3

Contrattazione: Andate dalla mamma/ragazzo/marito con un velo di tristezza sul volto e le/gli chiedete di non comprare più quei maledetti biscotti, o comunque di nasconderli e non farveli più vedere.

cookingmovies.it

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  • Fase 4

Depressione: vi assale 15 minuti dopo la grande abbuffata, siete depresse e pensate di aver buttato all’aria una settimana di dieta.

kissmywonderwoman.com

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  • Fase 5

Accettazione: capite che il danno è fatto, ormai avete mangiato e non potete farci niente; iniziate a pensare che i biscotti erano buoni davvero e che nella vita ci deve essere anche un po’ di soddisfazione. Pensate che da domani si riparte, da domani ci si rimette a dieta e basta sgarri. Sì, certo.

thederniercri.net

thederniercri.net

E a voi? Quante volte vi è successo? :P

Chiara Pavia

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Runtastic rende lo sport fantastic (?!)

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Vi capita mai di pensare che Facebook sia l’infamità fatta social network? A me sempre.

Esempio numero uno. Sei in pausa studio, nervosa ed esaurita, chiusa in casa con fuori 40° all’ombra: vai sulla tua Home per distrarti un po’ ed ecco che spuntano foto di persone tranquille e rilassate, distese in spiaggia a prendere il sole. Ancora peggio è quando a comparire sono foto di sole gambe in riva al mare.

Esempio numero due. Trovi un biglietto Roma-Londra a prezzo stracciato ma per motivi di studio devi rinunciare al viaggio. Apri la Home del tuo Facebook e vedi che la tipa che più non sopporti al mondo (e Dio solo sa perché ti ha inviato la richiesta di amicizia e perché tu l’hai accettata) scrive uno status su come è felice d’aver trovato una super offerta per Londra. B***h!!

Esempio numero tre. Sei sul divano, hai appena mangiato come se non ci fosse un domani e ti senti tremendamente in colpa per quanto stai ingrassando di nuovo: apri la Home del tuo Facebook e trovi questa notizia spiattellata lì.

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Fratello mio, ti voglio bene…ma potresti evitare di essere la voce della mia coscienza?

Sono sempre stata incoerente sullo sport, eccezion fatta per i 10 anni di pallavolo. Ogni 1° gennaio mi ripropongo di iscrivermi in palestra. La mattina del 2 gennaio abbandono l’idea. Il 1° maggio inizio seriamente a preoccuparmi per la prova costume e, visto l’approssimarsi delle belle giornate, mi convinco che è giunto il momento di staccare le scarpette dal chiodo, rispolverarle ed andare a correre. Il problema è che il 2 maggio…vado sul serio a correre! Per 5 minuti, poi mi viene l’affanno e torno a casa per uno spuntino di premio/consolazione.

Mi rendo conto che ciò che manca è la motivazione. O forse è proprio la voglia che non c’è. Uhm. Sorvoliamo!

Dicevo di mio fratello. Ogni giorno, per più di due mesi, mi è comparsa in bacheca la sua snervante diligenza tramite “Runtastic”. Conoscete questa app??

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Nata nel 2009 in Austria, utilizza la tecnologia GPS per misurare e registrare i tempi di corsa, le distanze percorse, le calorie bruciate, la velocità di prestazione: compito di Runtastic è quello di raccogliere i dati necessari per ottimizzare i propri risultati o “competere” con quelli di altri appartenenti a questa enorme “fitness community”.
E’ inoltre un ottimo coach sportivo virtuale: oltre alla possibilità di ricevere dagli amici messaggi motivazionali per correre di più

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prevede anche un allenatore vocale che urla “go, go, go” negli auricolari mentre i più egocentrici possono anche scegliere l’applauso (solo però per la versione pro).
Il tutto, ovviamente, con la possibilità di condivisione sui social network!

Ovviamente ho fatto una prova per voi :D
Ho scaricato Runtastic dal Play Store, versione rigorosamente free. Ho effettuato il login tramite il mio account Facebook e cliccato su “allenamento semplice” (ovvero allenamento senza obiettivi di distanza, durata o calorie),

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ho impostato il tipo di attività(tra le tantissime e le più strambe quali badminton e arti marziali) su “camminata”

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ho acceso il GPS e premuto il pulsantino verde “Start”: iniziato il countdown

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ho cominciato ad avvertire un senso di ansia, la vocina che conta è abbastanza inquietante. Mi sono sentita quasi bacchettata da un coach virtuale già prima di iniziare a muovermi. Ho portato con me il cellulare ad ogni spostamento per casa per soli cinque minuti (che credevate che andassi sul serio a correre fuori casa?! Poveri ingenui!!) ed ecco il risultato! (quattro metri in trecento secondi…sono una scheggia!!)

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Al termine della Maratona di New York avrei potuto anche condividere con gli amici i miei risultati.

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Io ora mi chiedo: Runtastic…ma ti pare che poi possa mai far sapere in giro che sono tutto fuorché atletica? Bradipo sono e bradipo resterò!

Epilogo. L’applicazione è decisamente molto carina ma per ovvie ragioni è stata rimossa dal mio bel citofono coreano: l’app McDonald’s ha anche storto il naso.

Rosa Rossi

Fonti:

www.runtastic.com

 

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Vuoi mettere la soddisfazione di…

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C’è un momento in cui la donna deve mettersi da parte per far brillare il proprio uomo.
C’è quel momento in cui la donna smette i panni dell’icona fashion e ne consegna il testimone al suo uomo.
Quel momento è il Pitti Uomo Immagine.

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In questi ultimi giorni, ai margini dei TG, avrete di sicuro sentito la voce soave delle giornaliste di moda che, sognanti, raccontano i colori, i look, le curiosità del PU86 e vi sarete certamente chieste perché alla domanda “Com’è l’Uomo Pitti di quest’anno?” gli stilisti rispondano (quasi) sempre “È un uomo di gusto, un uomo attento al dettaglio, che vuole apparire trasandato, ma che, in realtà, conosce e apprezza l’arte sartoriale.”
Ora, chi di voi non ha mai sentito, o letto, queste parole?
E quando al Pitti Uomo si parla di attenzione al dettaglio, sappiate che, nella maggior parte dei casi, si tratta del calzino colorato, della pochette da taschino e del cappello in raffia.

La domanda che vi pongo oggi è la seguente:
“Vuoi mettere la soddisfazione di avere accanto un uomo vestito bene?”
Non ne ho le competenze, quindi non starò qui a dirvi cosa significa “vestirsi bene”, l’importante è che venga sempre rispettata la regola del buon gusto. Tuttavia, quante di voi stanno già contando tutte le volte in cui hanno consigliato/imposto/corretto/criticato il look del proprio fidanzato atteggiandosi a grandi esperte di tessuti/moda/tendenze?
Io lo faccio sempre. Mi manca solo la bacchetta da maestrina.
La verità è che gli stilisti potranno somministrarci all’infinito la solita minestra, ma noi fanciulle sbaviamo davanti a immagini del genere.

Grazia.it

Grazia.it

Capisco tutte quelle donne che si sono recate a Firenze in questa settimana e si sono chieste il senso delle solite T-shirt indossate dal proprio ragazzo.
Il Pitti ci ricorda che l’uomo con la giacca, il cappello e quell’aria finta trasandata, ci piace. STIAMO BENE quando il nostro lui tira fuori la sua (nascosta) anima Pitti, dimostrando di saper curare i dettagli, di apprezzare gli abiti “fatti bene”, in poche parole quando passa da vero trasandato a trasandato curato.

Grazia.it

Grazia.it

Un’altra foto a cui tengo particolarmente è la seguente:

Grazia.it

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Questa volta il messaggio va a voi, little Pitti inside. Voglio comunicarvi che il vero pantalone alla caviglia è questo e si porta così. Se poi, avete anche un po’ di barba stile hipster, attirerete di sicuro gli sguardi.
Noi donne, dal canto nostro, vi promettiamo di non togliervi la scena e di essere comunque belle e alla moda con un semplice abitino ed un paio d’occhiali!
Buona estate di stile a tutti!
Emanuela Ventola

 

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T’avevo tanto odiato!

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La scorsa domenica di pioggia e grandine (in pieno stile invernale), abbandonate dal resto della ciurma, io e Robertina ci ritroviamo sole nel post pranzo. Tra scenari apocalittici reali e quelli immaginati dalle nostre menti perverse, sono seriamente preoccupata per il mio consueto post del giovedì. Le chiedo aiuto. Nessuna idea, brain storming mal riuscito. Come una sconsolata guardo la bandiera dell’Italia, sul balcone di fronte, arrotolarsi su se stessa a causa del vento forte.

“Ce l’hooooo” urla all’improvviso Roberta, nel silenzio rotto solo dal roteare delle balle di fieno.
Un patema. Mi ha fatto venire un patema. Prima o poi qualcuno dell’interno 13 sarà causa della mia morte per crepacuore.
“Robbé SDFJGIOFDJGODFIBMBVK (bestemmia in aramaico antico, traduzione non disponibile) ma cos’hai??”
“L’articolo per te, Rouge!! Cerca qualcosa su Museica, il nuovo album di Caparezza: ha unito musica ed arte, ho letto un articolo poco fa…informati!”

Detto fatto. Non sono mai stata una fan del rapper pugliese, anzi, a dirla tutta, proprio non mi è mai piaciuto: quel motivetto che fa “sono fuori dal tunnel el el el del divertimento o o o ooo” mi fa venire le convulsioni. Eppure oggi mi son dovuta ricredere.

“Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. […] È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di “Museica” prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. […]”
Questo è il modo in cui Caparezza presenta il suo nuovo lavoro: 19 bravi ispirati da opere di Van Gogh, Frida Khalo, Francisco Goya, Marcel Duchamp, Andy Warhol, Lucio Fontana e tanti altri.
Ho abbassato ad icona la finestra del browser e ho cliccato sul simboletto di Spotify(promozione della piattaforma svedese a gogo- the return). Sospiro di sollievo, non dovrò faticare per ascoltare l’album… è bello e pronto lì per essere ascoltato.
Scelgo il titolo che più mi ispira: “Mica Van Gogh” e premo play. Il sound è praticamente inconfondibile, il suo modo di cantare idem. Mi concentro sulle parole. Sono rimasta col fiato sospeso per tutti e quattro i minuti del brano, con le orecchie (per nulla abituate al rap) tesissime per paura di perdere qualche passaggio in rima. Dannazione, è stato a dir poco graffiante nel suo parallelismo tra Van Gogh ed un giovane dei nostri giorni. Chi è il pazzo tra i due?! Tu, mica Van Gogh!
“Ok Van Gogh, mangiava tubi di colore ed altre cose assurde,
probabilmente meno tossiche del tuo cheeseburger,
lui allucinazioni che alterano la vista,
tu ti fai di funghi ad Amsterdam ma ciò non fa di te un artista.
Tu, in fissa con i cellulari lui coi girasoli,
Girare con te è un po’ come quando si gira soli.”

Ammetto che ho ascoltato tutto l’album. Qualche brano mi è piaciuto sul serio, molti altri meno. A mia discolpa posso dire “De gustibus non disputandum est”, ma i testi sono davvero tutti da 10+.

Chapeau! (O come direbbe Sahretta, “Sharp”!) Non posso fare altro che tessere le lodi a chi, partendo da ritratti famosi, è stato in grado di dipingere un ritratto arguto, derisorio ed ironico dei “tipi umani” con cui abbiamo a che fare nel nostro Paese. Caparezza ha saputo fondere critiche feroci al nostro mondo avendo come fil rouge l’arte: dal prototipo dell’eterno critico descritto in “Sfogati” (ispirato da “Testa di tigre” di Antonio Ligabue)  a quello del morboso appassionato di cronaca nera in “Compro Horror” (ispirato da “Concetto spaziale, attesa” di Fontana), dai lati oscuri della vita dei tanto invidiati <<figli di>> in “Figli d’Arte” (ispirato da “Saturno che divora i suoi figli” di Goya) alla frenesia dei nostri giorni descritta in “E’ tardi” (ispirato da “La persistenza della memoria” di Dalì) passando per “Fai da tela” (uno dei pezzi che mi è piaciuto maggiormente, ispirato da “The little deer” di Frida Khalo) in cui il rapper di Molfetta ci ricorda che viviamo nell’illusione di essere noi stessi ma in realtà siamo ciò che ci dipingono gli altri.

Al di là del genere che può non piacere, del sound a cui non siamo abituati, del timbro di voce che proprio non ci fa impazzire, “Museica” è un disco che fornisce tutti i parametri per farci riflettere e decidere come valutare il mondo che ci circonda: l’album parla di tutti noi, dei nostri difetti, delle nostre debolezze, delle nostre paure. Perché non usarlo come una sorta di auto-terapia?! Come un punto di partenza per lavorare su noi stessi, sul nostro carattere, sul nostro relazionarci agli altri?!
La musica ci fa compagnia, ci fa sorridere, ci fa commuovere, ci motiva, ci unisce e, come in questo caso, ci fa riflettere. Che mondo sarebbe senza?!

Oddio, se la mettiamo sullo stesso piano della Nutella…sono in seria difficoltà!

Rosa Rossi

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Fonti:

http://www.uradio.org/?cid=129

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/caparezza-si-racconta-ecco-il-nuovo-singolo_1055413_11/

http://www.soundsblog.it/post/269117/caparezza-museica-viaggio-nei-quadri-che-hanno-ispirato-il-disco

 

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Mondiali dai mille colori!

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Ciao ragazze!

Questi giorni si respira decisamente aria di mondiali! Non tutte siamo delle vere e proprie appassionate di calcio, ma in questo caso si tratta di essere un pochino patriottiche e tifare per la nostra squadra, almeno una volta ogni quattro anni possiamo anche noi stare dietro ad un pallone e gioire ed emozionarci in compagnia dei nostri amici!

Ma ovviamente siamo donne e non possiamo rinunciare ad un tocco di originalità e a divertirci anche prima del fischio di inizio!

Anche se il connubio makeup e mondiali può sembrare davvero insolito, le amanti dei cosmetici sicuramente saranno rimaste estasiate per le tante collezioni limitate uscite per celebrare questo evento globale. Ovviamente sono tutte caratterizzate da colori freschi, accesi, frizzanti e soprattutto estivi e da vari nomi che richiamano l’evento in Brasile!

  • Pupa: Viva Carioca

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  • Kiko: Life in Rio

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  • Essence: Viva Brasil

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  • Catrice: Carnival of colours

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Anche Sephora, senza creare una  vera e propria collezione, ha realizzato dei cosmetici e dei kit per festeggiare con fantasia questi mondiali, vediamo insieme qualche spunto:

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Dopo aver sbavato un pochino dietro queste collezioni strepitose, e vi assicuro che io l’ho fatto,  vediamo insieme qualche idea per  avere un look da “FORZA AZZURRI” ed essere originali e sbarazzine.

Le più estrose sicuramente ci daranno dentro con qualche colpo di testa, o meglio, colpi di colore sui capelli! Esistono davvero tanti prodotti per tingere in modo TEMPORANEO  le proprie ciocche e creare un tricolore che di certo non passa inosservato. Infatti è possibile ottenere questo effetto con delle lacche spray colorate, con dei mascara che hanno un’apposita formulazione per i capelli, con gli “hair chalks” (ossia gessetti colorati per capelli”) o senza spendere neanche un euro, utilizzando degli ombretti molto pigmentati , fissando tutto con la lacca.

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Per chi invece vuole darsi un tocco di “Italia” ma senza esagerare, può giocare con lo sguardo, usando un trucco sui colori del’azzurro per richiamare la nostra nazionale di calcio, od osare un pochino di più ispirandosi al nostro amato tricolore.

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Anche con le nostre unghie possiamo giocare d’attacco e sbizzarrirci a più non posso con delle vere “italian” nail-art, su una o tutte le unghie.

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Per chi ha l’Italia nel cuore e se ne frega di apparire un po’ buffa per qualche ora perché pensa solo a tifare e strillare a più non posso, allora puntate a dipingervi letteralmente tutta la faccia con i colori per il viso, l’importante è divertirsi!

140 Euro 2012 - Italia vs. Irlanda

Ragazze spero che con tutti questi consigli sarete pronte ad affrontare al meglio questi mondiali e tifare con tutte voi stesse per la nostra nazionale!

FORZA AZZURRI!

Rita Cappelletto

Fonti immagini:

http://static.pourfemme.it/pfbellezza/fotogallery/625X0/79989/nail-art-per-tifare-italia.jpg

http://www.pupa.it

http://static.pourfemme.it/pfbellezza/fotogallery/625X0/81705/occhi-azzurri-per-i-mondiali.jpg

http://blog.pianetadonna.it/capellitendenze/wp-content/uploads/2011/04/valente_zoom.jpg

http://www.sephora.it

 

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Don’t Worry. Mondiali “non dopati” grazie a Fifa e Wada!

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Diego Armando Maradona, 1991, positivo al test della cocaina. Ben Johnson, steroidi nell’87. E Pantani, morto di overdose. Questi, ma tanti altri ancora, sono i casi più clamorosi di doping nel mondo dello sport. Che sia per calcio, olimpiadi d’atletica o ciclismo, dopo essermi documentata a sufficienza, sono tanti e davvero troppi i casi di doping, che non solo riguardano grandi campioni, ma anche ragazzi, gente comune e spesso giovanissimi. Fa davvero rabbia sentire notizie del genere specie se si tratta di giovani, tra l’altro già bravi di loro, a dover ricorrere a questi “aiutini” che in realtà mettono solo che a rischio la loro stessa vita. Forse, causa di un ego sfrenato, della voglia di primeggiare e vincere a tutti i costi? Ma cos’è davvero il Doping?

doping maradonaE’ la Legge 14 dicembre del 2000, n.376 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_652_allegato.pdf  a disciplinare il fenomeno doping: un problema riguardante il mondo dello sport professionista e  la salute pubblica in generale. Somministrazione di farmaci o pratiche mediche non giustificate che alterano le prestazioni fisiche degli agonisti, è un reato, in Italia punibile fino a tre anni di reclusione. Anfetamine, anabolizzanti, steroidi, cocaina e altre sostanze chimiche stimolanti, alterano il livello di vigilanza, riducendo la stanchezza e dando un senso di potenza e di energia, ma soltanto apparente! Sono innumerevoli i disturbi che si ripercuoteranno sulla salute dello sportivo: tachicardia, infarti, ictus, disturbi al fegato fino a quelli neurologici e psichiatrici!

WADA ossia World Antidoping Agency, nata per la lotta contro il doping nello sport. E’ questo il centro della mia riflessione. E’ importante ricordare la ricerca e l’educazione contro questo fenomeno!

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Mantenendoci sempre nel clima dei Mondiali di Brasile 2014 (per la gioia anche dei ragazzi) voglio illustrarvi le tecniche di prevenzione, per me fondamentali, come sapete, quando si parla di medicina e salute, adottate proprio per questi Mondiali brasiliani. Si parla di Passaporto Biologico. E’ la FIFA ad avere adottato questa misura proprio in collaborazione con il laboratorio di Wada, il cui presidente Fahey dice: “si può sempre fare di più nella lotta contro il doping, ma sappiamo che Fifa ci mette tutto il suo impegno”.

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Veniamo a noi, per Passaporto Biologico s’intende una sorta di biglietto da visita per i giocatori di ogni squadra, i quali sono stati sottoposti a controlli serrati per combattere questo problema! Controlli a tappeto e a sorpresa per tutti i calciatori delle 32 nazionali, prelievi del sangue, analisi delle urine e quando si presentava qualche anomalia si effettuavano anche le analisi per l’ EPO. La Fifa ha indicato i nomi dei calciatori all’ultimo momento e senza spiegazioni! Quindi controlli in modo casuale e test antidoping per 114 partite. Proprio per una qualificazione ai Mondiali senza trucchi!!

doping stopLa Fifa compirà così un ulteriore passo in avanti rispetto al progetto pilota, avviato nel 2011, con l’obiettivo di raggiungere i profili individuali dei giocatori, tramite le analisi effettuate dentro e fuori dalle competizioni. E sono 2,5 milioni i soldi spesi per questa lotta contro il doping.

Ma direi che in faccia alla salute i soldi non si guardano mai! E per una volta che sia stata adottata una misura preventiva più severa è giusto che se ne parli! Buon proseguimento per questi Mondiali 2014! E state tranquilli che di “dopati” non dovrebbero essercene!

A cura di Emanuela Lombardi.

FONTI

http://www1.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Doping-Fifa-passaporto-biologico-a-Mondiali-2014-e-25-mln-dollari-per-test_314187193017.html

http://www.sportnews.eu/2013/02/15/doping-fifa-passaporto-biologico-a-mondiali-2014/

http://www.pagineromaniste.com/mondiali-caldo-e-doping-ecco-time-e-test-tappeto/

http://www.curiosone.tv/i-10-piu-clamorosi-casi-di-doping-29905/

 

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Io mi rilasso con la Cooking Therapy!

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Stress, rabbia, ansia e stanchezza che non riescono a trovare una via d’uscita dal tuo stato attuale. Alzi la mano chi non si sente così?

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Spesso si cerca un modo di rilassarsi ma non sempre si trova quello giusto, oppure lo si trova ma non abbiamo soldi nel portafoglio (come la nostra Emanuela ci scrive abilmente in questo articolo).
La nostra missione, ve l’abbiamo ripetuto mille volte, è quella di farvi stare bene, e allora perché non darvi consigli su come rilassarvi a costo 0?
La soluzione per sfogarsi e non pensare a nulla c’è, e si chiama Cooking Therapy. Si avete capito bene: rilassarci cucinando.

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Spesso cucinare delle lente ricette allevia le sofferenze mentali, e se le pietanze da preparare sono anche impegnative, la riuscita di queste determina un innalzamento clamoroso della nostra autostima. E poi diciamocelo, cosa c’è di meglio al momento dell’assaggio, di sentirsi dire una quantità di “bravissima è buonissimo!!!” innumerevoli? :D
E non metteteci la scusa che non siete capaci a cucinare o che siete totalmente negate, seguire passo passo una ricetta è la prima regola per la riuscita di un buon piatto!

Naturalmente tutto ciò dovete farlo nel fine settimana quando avete tempo a disposizione e soprattutto tempo per voi stesse!
Ma quali sono le ricette più “terapeutiche”? Pasta fatta in casa, torte rustiche, preparazioni di creme, dolci in genere( sono le cose più difficili da fare e quando vi riescono vi sentirete la “regina” della cucina), marmellate e sughi laboriosi.
Io personalmente amo rilassarmi nel preparare gli gnocchi: impastare mi scarica e fare i “ghirigori” con la forchetta mi fa tornare bambina!
E voi? Quale ricetta amate preparare per rilassarvi?

Chiara Pavia

Fonte foto:

http://www.cineblog.it

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L’ hi-tech scende in campo. Mondiali 2014

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E’ il 9 luglio del 2006. Stadio di Berlino. Italia – Francia. La finale, con una squadra da sempre in competizione. Il primo inno è quello italiano, il nostro, quello di Mameli. Io e la mia famiglia sulla poltrona ad urlare a squarciagola. Mio padre, mette da parte i pop corn e si alza in piedi con una mano sul cuore. Palla al centro e inizia la partita. Silenzio tombale. Se vola una mosca sono guai. E dopo un po’ di occasioni perse per l’Italia, cavolo c’è un fallo per noi, assurdo rigore per la Francia. Tira Zidane. Goal. Ma poco dopo, l’1-0 diventa pareggio grazie a Materazzi. L’attesa è logorante, la situazione non si smuove. Ma finalmente goooooooooooal Iaquintaaaaaaa! Ma all’ improvviso gelo! Non è possibile è fuorigioco! Parolacce dagli uomini del branco a go go “Arbitro del Ca…”  “Ma non ci vedi? “Venduto” Invece quello dopo sarà dato per buono. 1 a 1. Finisce in parità. Si va ai supplementari. Ricordo la triste uscita di scena di Zidane. Testata indecente. Espulsione per lui. La tensione è alta e nessuno ancora segna. Finisce anche il tempo dei supplementari e l’arbitro dice che può bastare. Si va ai rigori! Momenti magici. Primo goal per Pirlo, poi goal per la Francia, di nuovo l’Italia e così via dicendo ma grazie a qualche parata del grande Buffon si arriva all’ indimenticabile goal del giovane Grosso che ci farà  aggiudicare il titolo! L’Italia vince!!! “Campioni del mondoooooooo” il telecronista continuava ad urlare come un pazzo. Mentre mia madre presa dalla foga e dagli esulti si alza dal divano, urla con le braccia al cielo e patapum rompe il lampadario di vetro! Ma chi se ne frega l’Italia è campione del mondo.

mondiali_2006

Così andò più o meno quella giornata, che non dimenticherò. E proprio oggi, ricominciano i Mondiali, in realtà sono iniziati due giorni fa. Ma stasera ci sono i nostri Azzurri. Italia – Inghilterra. E’ bello che ci siano ogni quattro anni, così per avere tutto il gusto dell’attesa. Si, ho un forte senso patriottico in realtà. E mentre tifiamo la nostra squadra, sperando di ripetere un mondiale come quello di otto anni fa, volevo parlarvi, di come il tempo passa e cambiano i meccanismi e i processi che sono sempre stati allo stesso modo e che invece oggi sono al passo con le innovazioni.

Brasile, Francia, Argentina, Spagna e  di certo anche l’Italia sono le squadre più forti, quelle su cui si punta di più, magari le possibili vincitrici. Ma c’è un altra protagonista a scendere in campo quest’anno, la tecnologia. Si dice che i “Mondiali Brasile 2014” non siano mai stati così evoluti. Così anziché farvi inutili pronostici sulle partite o parlarvi di competenze meramente calcistiche di cui io, parliamoci chiaro non ne capisco un tubo, sarebbe bello parlare di questo nuovo affiancamento sport – tecnologia. Sarà finalmente possibile accreditare con assoluta certezza un fuori gioco, un fallo, o ancora un cartellino rosso o giallo? Forse si!!

mondiali falli

Grazie proprio alla nuova affinità elettiva con il mondo dell’ hi-tech, durante la partita si farà ricorso a videocamere GoalControl 4D, studiate appositamente per rilevare con accuratezza se la palla avrà effettivamente superato la linea di porta. 14 videocamere che offriranno una rappresentazione del gioco tridimensionale. Ma la vera attrazione è che ogni arbitro avrà al polso uno smartwatch sincronizzato proprio con il sistema centrale delle videocamere GoalControl 4D dal quale l’arbitro riceverà direttamente il responso tecnologico.

mondiali orologio

Per non parlare di come si è aperta la gara giovedì sera. Brasile- Croazia. Un ragazzo disabile è sceso in campo per dare il primo calcio d’inizio (simbolico) arrivando attraverso l’esoscheletro, un camminatore elettronico. Per quanto riguarda sempre la copertura media, Sony scelta come fornitore ufficiale, ci saranno anche telecamere a risoluzione 4K E 8K!

mondiali disabile

E sentite questa, l’IRobot!! Robot telecomandati, stile videogioco (utilizzati anche nelle guerre in Iraq e Afghanistan ) servono alle pattuglie di sicurezza brasiliane, attrezzate di occhiali con telecamere per il riconoscimento facciale,  per controllare stadi, eventi e soggetti sospetti, per un ambiente più sicuro e privo di rischi!

Insomma si promette d’ora in avanti un futuro più all’ avanguardia, più sicuro anche nel mondo dello sport!! E chissà un giorno anche senza “ingiustizie calcistiche” e quindi i scongiuri e insulti di  mio padre “ma nooooo il fuorigioco non c’eraaaaa” si attenueranno.

A cura di Emanuela Lombardi.

Fonti

http://mytech.panorama.it/sicurezza/brasile-2014-packbot-droni

http://mytech.panorama.it/Brasile-2014-ecco-perche-saranno-i-mondiali-piu-tecnologici-di-sempre

http://altadefinizione.hdblog.it/2014/06/12/Mondiali-2014-tecnologie-in-campo/

 

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